cosa non si può fare con una protesi all'anca

Cosa non si può fare con una protesi all’anca

In questo articolo proverò a rispondere ad una delle domande più frequenti: cosa non si può fare con una protesi all’anca? Scopriamolo insieme

Una delle domande più frequenti che mi viene rivolta dai pazienti è: cosa non si può fare con una protesi all’anca?

Come già spiegato in altri articoli su questo sito, la qualità di vita dei pazienti con protesi d’anca di primo impianto è assolutamente paragonabile a quella di persone che non abbiano mai sofferto di problemi all’anca. I pazienti tornano, nel 99% dei casi (la certezza al 100% non può mai esserci in medicina, tantomeno in chirurgia), a una normale vita quotidiana, lavorativa, sociale, sportiva e sessuale. 

Dopo una protesi all’anca circa il 70-80% raggiunge il livello di “forgotten joint” cioè “anca dimenticata”. Questo significa che il paziente vive bene a tal punto da arrivare a dimenticarsi di avere la protesi. Il restante 15-20% sta comunque molto bene, conduce una vita normale ma che risulta in qualche occasione influenzata dal fatto di sapere di avere la protesi, senza che questo porti poi realmente a delle limitazioni funzionali.  

Ma cosa non si può più fare con la protesi d’anca?

In sintesi, i movimenti da evitare sono quelli di:

  • flessione forzata
  • rotazione interna forzata
  • estensione-rotazione esterna forzata.

Tutti movimenti che possono mettere a repentaglio la stabilità dell’impianto protesico. Tutti termini tecnici, ok. Ma cosa significa nella pratica di tutti i giorni? 

Nei primi 2-3 mesi dopo l’intervento, qualunque sia la via chirurgica scelta dal chirurgo (anteriore o posterolaterale) è necessaria sicuramente più accortezza perché i tessuti molli (muscoli, tendini, capsula) attorno alla protesi devono cicatrizzare per stabilizzare la protesi. Questo significa:

  • evitare sedute basse (che implichino flettere le ginocchia oltre i 90°) e accovacciamenti
  • mettere un cuscino tra le ginocchia se si vuole dormire sul fianco
  • evitare di accavallare le gambe
  • evitare lo sport (dedicarsi però a una fisioterapia mirata al recupero di una corretta deambulazione)
  • evitare attività sessuale se non passiva e molto tranquilla
  • non guidare l’auto per il primo mese circa (o perlomeno finché non si sono completamente abbandonate le stampelle)

Vietato cadere. Ecco come comportarsi dopo i primi mesi dall’intervento

Ma l’imperativo numero uno è: vietato cadere nei primi 3 mesi.

Perché la protesi deve ancora saldarsi all’osso e una caduta potrebbe comportarne uno spostamento nell’osso e/o una frattura dell’osso che tiene la protesi. Ecco perché a casa bisogna eliminare tutte le potenziali insidie per eventuali cadute come i tappeti per un certo periodo. 

Dopo i primi 3 mesi dall’intervento di protesi all’anca

Dopo i primi 3 mesi la protesi è generalmente ben stabilizzata e integrata nell’organismo e si può riprendere una vita normale a tutto tondo.

Da qui in poi le uniche cose che restano davvero vietate sono quelle posizioni che implicano una flessione forzata dell’anca che potrebbero comportare una lussazione.

Sport e protesi all’anca

cosa non si può fare con una protesi all'anca

A livello di sport non c’è nessun divieto assoluto da rispettare ma semplicemente delle norme di buonsenso da seguire al fine di ottimizzare la durata di vita della protesi che, in condizioni di utilizzo corrette, dura generalmente anche più di 20 anni. Dopodiché potrebbe rendersi necessario un intervento di revisione della protesi a causa dell’usura delle componenti.

Le norme di buonsenso implicano fondamentalmente l’evitare gli sport ad alto impatto e gli sport di contatto che aumentano il rischio di usura e di fratture dell’osso attorno alla protesi. Nessuno vieta al paziente di correre la maratona, se ce la fa come fiato e come muscoli. Ma questo paziente deve essere conscio che la protesi, anziché durargli 20 anni o più, potrebbe durargliene 7. Nessuno vieta al paziente di buttarsi giù dalle montagne con la bicicletta da downhill. Ma questo paziente deve essere conscio che qualora si fratturasse il bacino o il femore la protesi molto probabilmente dovrà essere sostituita. E le protesi da revisione non danno quasi mai le stesse soddisfazioni ottenibili con le protesi di primo impianto. 

E l’arrampicata? Sport che sta guadagnando sempre più consensi nella popolazione giovane e non. Mi sentirei di sconsigliare la disciplina boulder per via degli impatti col suolo ed eventuali torsioni in fase di discesa. Le altre discipline salendo con la corda non sono particolarmente problematiche.

Parliamo anche di vita sessuale dopo l’intervento

La vita sessuale: con una protesi d’anca di primo impianto, passate le prime settimane necessarie per una corretta cicatrizzazione dei tessuti, si può svolgere in maniera assolutamente normale e soddisfacente e senza i dolori che la caratterizzavano prima dell’intervento. L’unica cosa de evitare sono alcune posizioni estreme che richiedono eccessivi contorsionismi con movimenti di flessione forzata ed estensione e rotazione esterna forzata, che potrebbero mettere alla prova la stabilità dell’impianto e causarne una lussazione. In caso di dubbi basta chiedere al proprio chirurgo in sede di visita e/o di dimissioni dall’ospedale.