Tornare sul campo da tennis dopo la protesi d’anca, la storia di Nando

Tennista sia per passione che per professione, Nando rischiava di perdere tutto a causa dell’artrosi d’anca. Ecco la sua esperienza raccontata dal dottor Claudio Manzini, specialista in ortopedia e traumatologia e Responsabile dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia I della Clinica Zucchi di Monza, che l’ha operato .

 

Nando è un tennista professionista e maestro di tennis. All’età di 55 anni venne colpito da una grave artrosi causata da un insieme di fattori eterogenei, tra cui la predisposizione ereditaria all’artrosi, insieme al sovraccarico dell’articolazione dell’anca dovuto all’attività fisica intensa, che hanno favorito e peggiorato il processo artrosico. L’artrosi, dal momento in cui iniziò a manifestarsi, impedì gradualmente lo svolgimento normale della vita sportiva e lavorativa del paziente, fino ad arrivare a limitare anche le piccole azioni quotidiane, persino camminare. E per una persona da sempre abituata a una vita attiva, in movimento, e che ha fatto dello sport il proprio lavoro e la propria passione, questa condizione era ancora più difficile da sopportare. Dopo essersi rivolto a me per una visita, decidemmo di effettuare l’intervento di impianto di protesi d’anca.

 

In questa foto, la situazione della sua anca prima dell’intervento:

 

 

La scelta ricadde su una protesi moderna, a stelo corto con testa e inserto in ceramica. L’abbiamo preferita perché questo modello permette di conservare l’integrità dell’osso e non rovina i tessuti circostanti. L’intervento è stato un successo, tanto che dopo pochi mesi Nando era già tornato sul campo da tennis a fare lezione.

 

In questa foto, la situazione della sua anca dopo l’intervento:

 

In questo video, invece, vediamo Nando sul campo da tennis dopo 3 anni dall’operazione:

 

Naturalmente, recuperare i movimenti sportivi a questo livello dopo un intervento di protesi d’anca non è la normalità per tutte le persone. Molto dipende dallo stato fisico e di salute del paziente prima dell’intervento, oltre che dallo stile di vita prima e dopo l’impianto della protesi.