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Legamento crociato anteriore. L’operazione

Come comportarsi in caso di lesione o rottura del Legamento crociato anteriore. Quanto dura l’operazione? Tempi e consigli per un recupero perfetto

Soffri per una lesione o rottura del Legamento crociato anteriore (LCA)? Se devi operarti, ci sono alcune cose che dovresti assolutamente sapere.

Prima di tutto, sei in buona compagnia, solo pochi giorni fa, il giocatore della Juventus e della nazionale italiana di calcio, Giorgio Chiellini ha riportato una distorsione del ginocchio destro nel corso di un allenamento e gli accertamenti diagnostici hanno evidenziato anche la lesione del legamento crociato anteriore che ha reso necessario un intervento chirurgico effettuato poi con successo.

Questo tipo di infortunio è piuttosto frequente tra gli sportivi, calciatori in particolare, ma anche chi gioca a basket, rugby, sci e pallavolo. Tuttavia, la lesione del crociato anteriore non riguarda solo atleti professionisti ma anche atleti amatoriali e persone comuni che non praticano sport.

Ma che cosa è e come funziona il legamento crociato anteriore?

Il legamento crociato anteriore: cosa è e come funziona

Iniziamo col dire che il LCA è un legamento fondamentale per la stabilità rotazionale del ginocchioe per controllare lo scivolamento anteriore della tibia sul femore. Agisce come un perno situato nella zona centrale del ginocchio.

Quando si rompe (con meccanismi e successivi sintomi descritti in altre pagine del sito) può causare instabilità del ginocchio e può rendersi necessaria l’operazione per poter tornare a fare sport. L’intervento attualmente eseguito dai chirurghi più esperti di ginocchio prevede la ricostruzione del LCA utilizzando dei tendini.

Tendini e legamenti sono strutture leggermente diverse ma non poi così differenti. Se l’operazione ha pienamente successo, il neo-legamento(cioè il tendine impiantato al posto del legamento) si deve “sinovializzare”, vale a dire integrarsi bene nell’articolazione ricoprendosi con le stesse cellule di cui era coperto il legamento originale. In questo modo l’organismo lo riconoscerà come “suo” e questo potrà mantenersi in buona salute e svolgere la sua funzione.

Come operare il legamento crociato anteriore

La scelta del tipo di tendine da utilizzare per il trapianto la faccio generalmente in base alle caratteristiche fisiche del paziente e allo sport che pratica. A parte la fase iniziale di prelievo del trapianto e preparazione dello stesso, il resto dell’operazione è pressoché identica.

Le diverse tecniche di prelievo dei trapianti per LCA

Vediamo ora quali sono le principali tecniche di prelievo dei trapianti per il crociato anteriore.

I tendini che vengono prelevati come trapianto per andare a formare il nuovo LCA possono essere sostanzialmente i seguenti:

  • Tendini dei muscoli semitendinoso e gracile

  • Tendine rotuleo

Conosciamoli un po’ più nel dettaglio…

I tendini dei muscoli semitendinoso e gracile

sono i tendini che, insieme al sartorio, formano una struttura detta zampa d’oca. Si trovano nellaparte interna e anteriore del ginocchionella sua porzione più bassa. Sono infatti tendini che si inseriscono sulla tibia.

La loro funzione sarebbe quella di flettere la gamba sulla coscia . Andare ad asportarli non è un danno così grosso alla forza del paziente, ma è importante sempre considerare il tipo di sport che pratica, perché sono muscoli utili anche per il controllo rotazionale della tibia. Per prelevarli eseguo una piccola incisione di 3-4 cm in quella sede, scollo i tendini dall’osso e con uno strumento apposito vado nella parte posteriore della coscia a staccare i tendini dai muscoli.

Tendine rotuleo

Il tendine rotuleo è il grosso tendine del quadricipite e che ingloba anche la rotula per poi inserirsi anteriormente sulla tibia. E’ detta anche tecnica B-T-B (Bone – Tendon – Bone) perché prevede che per staccare la parte centrale del tendine che ci interessa si stacchino anche due piccole porzioni di osso dalla tibia e dalla rotula.

Per il prelievo quindi si esegue una piccola incisione sul ginocchioe con bisturi e con una piccola sega oscillante (per le parti di osso da staccare) si preleva il tendine con le due estremità ossee. I piccoli buchi sulle ossa, col tempo, saranno ricolmati per il 70% circa.

Questa asportazione del tendine può provocare unalieve debolezza del tendine rotuleo. Perciò anche qui devo sempre considerare il tipo di sport praticato. Ad esempio nel pallavolista, dove il tendine rotuleo è già normalmente sovraccaricato, può risultare sconveniente andare a indebolire questa struttura.

Una volta effettuato il prelievo del tendine scelto, si deve eseguire la preparazione del trapianto. Questa consiste nell’imbastire con dei fili appositi le estremità dei trapianti al fine di farli passare in dei canali che scaveremo nel ginocchio. Nel caso di semitendine e gracile, il tendine viene inoltre ripiegato in 2 o 3 al fine di aumentarne lo spessore. Lo si piega prima in 2 e, se lo spessore non è ancora soddisfacente, lo si può piegare anche in 3, tanto la lunghezza di cui abbiamo realmente bisogno è di soli 3-4 cm circa (uno spessore adeguato deve essere >7mm di diametro, usiamo un apposito misuratore per essere sicuri della scelta eseguita).

Mentre uno dei miei assistenti prepara il trapianto, inizio con l’artroscopia che mi permette di esplorare l’articolazione. Dopo di cheripulisco eventuali residui non funzionanti del vecchio crociato e risistemo possibili lesioni meniscalispesso co-presenti.

Quando l’assistente mi comunica le dimensioni che è riuscito ad ottenere col trapianto, inizio la fase di preparazione dei tunnel.

Per posizionare il trapianto nel ginocchio con la stessa posizione e direzione che aveva il LCA originale è infatti necessario scavare dei tunnel nelle ossa di tibia e femore usando delle apposite frese (con delle specifiche direzioni, dimensioni e profondità; ci aiutiamo addirittura con una sorta di goniometro per gli angoli).

Quando i tunnel sono pronti si farà entrare il trapianto da un foro nella tibia e lo si farà risalire nei tunnel con un ingegnoso sistema di carrucole che lo porta fino alla fine del tunnel del femore. Una volta trovata la posizione definitiva del trapianto, questo verrà fissato con apposite viti o cambre (esistono ormai davvero tanti tipi diversi di sistemi per la fissazione del trapianto, sia sul femore che sulla tibia. La fissazione può variare anche in base al tipo di tendine scelto come trapianto).

Si può ora suturare il taglietto eseguito e medicare il paziente.

Quanto dura l’operazione e quali sono i tempi di recupero

L’operazione del legamento crociato anteriore di cui ti ho appena parlato dura circa un’ora. Si tratta di un intervento che va effettuato con cura e precisione per massimizzare il risultato e garantire al paziente il recupero migliore e più rapido possibile.

E per quanto riguarda i tempi di recupero?

In linea di massima, possiamo dire che già dopo tre settimane dall’intervento, il paziente è solitamente in grado di camminare autonomamente e senza l’ausilio delle stampelle. Ma per tornare alle normali attività quotidiane come guidare e lavorare dovrà attendere ancora qualche settimana.

Possiamo dire, comunque, che nel giro di un paio di mesi al massimo, dopo aver seguito un programma di riabilitazione specifico, può tornare ad una vita totalmente normale.

Diverso il discorso per la pratica sportiva. Infatti, il crociato anteriore garantendo all’articolazione del ginocchio la stabilità necessaria per correre, eseguire un salto o un cambio di direzione, ha bisogno di più tempo per sopportare queste sollecitazioni evitando il rischio di una nuova rottura.

Una nuova rottura è possibile? Sì, ma di questo parleremo in uno dei prossimi articoli.

Per il momento è importante sapere che per completare il recupero funzionale e garantire al neo-legamento un periodo adeguato di integrazione (come ti dicevo prima, l’organismo deve riconoscerlo come proprio) servono almeno 4 mesi.

Può sembrare un periodo di recupero piuttosto lungo, ma se effettui uno degli sport che sollecitano particolarmente il legamento, o comunque hai bisogno di appoggio e stabilità per eseguire un gesto tecnico, è importante seguire scrupolosamente i consigli che ti fornirò dopo l’intervento e la road map per tornare in campo, in pista o sulle nevi più forte di prima e con la consapevolezza di poter praticare la disciplina che ami senza temere dolori e senza la paura di nuovi problemi al ginocchio.