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Artrosi post traumatica, attenzione a spalla o ginocchio

Cosa fare se, dopo una frattura, si soffre di artrosi post-traumatica alla spalla o al ginocchio

L’artrosi post-traumatica può rappresentare una grave e dolorosa complicanza dei traumi alle articolazioni. Ecco perché non va assolutamente sottovalutata.

Ma di cosa si tratta esattamente?

L’artrosi è una patologia degenerativa a carico delle articolazioni che provoca una progressiva distruzione della cartilagine articolare. Questo porta a una riduzione della funzionalità articolare associata a dolore (In questo articolo abbiamo già analizzato la differenza tra artrosi e artrite).

Artrosi post traumatica, i fattori di rischio

I fattori di rischio più importanti per lo sviluppo dell’artrosi in generale sono l’obesità, il sovraccarico dell’articolazione, le deviazioni dell’arto che possono creare degli squilibri nella distribuzione del carico articolare (ad esempio ginocchio valgo o ginocchio varo) e infine i traumi. Si parla, in quest’ultimo caso, di artrosi post traumatica.

La artrosi post traumatica è più spesso conseguenza di:

  • Fratture ossee intra-articolari

  • Lesioni legamentose

  • Rotture meniscali

Le fratture associate all’artrosi post-traumatica nella sua forma più classica sono le cosiddette fratture articolari. Vale a direquelle in cui la rima di frattura (ovvero la linea di rottura dell’osso) va ad interessare la superficie articolare dell’osso stesso. Quando si verificano queste fratture, si associa una “crepa” nella cartilagine che provoca uno stravaso di sangue intra-articolare con liberazione di una serie di fattori solubili che generano una forte infiammazione che può compromettere irrimediabilmente il buono stato delle cartilagini dell’articolazione interessata.

Cosa succede alle nostre articolazioni

Un quadro infiammatorio come questo, con il richiamo di cellule deputate teoricamente alla riparazione della frattura, fa sì che l’articolazione traumatizzata avrà un inevitabile declino verso la degenerazione artrosica. La rapidità e gravità di questa progressione degenerativa dipenderà anche da quanto il chirurgo riesce a ricomporre bene i frammenti della frattura. Se la frattura guarisce lasciando un “gradino” in articolazione, l’artrosi sarà sicuramente più rapida nel suo sviluppo.

Si dice che in questi casi l’obiettivo dell’ortopedico sia quello di effettuare una riduzione anatomica affinché la linea di frattura non sia più visibile in RX. Ma non sempre questa operazione risulta possibile…

Altri casi in cui si può sviluppare un’artrosi accelerata a causa di traumi sono ad esempio le lussazioni recidivanti di spalla oppure una lussazione dell’anca che causa un quadro non troppo dissimile da quello sopra descritto in caso di frattura articolare.

Quando si rompe il crociato anteriore del ginocchio la questione è ancora simile. Il trauma distorsivo durante il quale si rompe il legamento provoca la liberazione dei fattori dell’infiammazione, ma anche l’intervento stesso per ricostruirlo è un ulteriore trauma per l’articolazione e le cartilagini.

Il legamento va operato qualora l’articolazione risulti instabile poiché gli eventuali continui cedimenti sono dei microtraumi ripetuti che possono accelerare il declino verso l’artrosi.

Altro esempio è quello degli interventi chirurgici sulle articolazioni. Immaginate ad esempio un paziente con un tumore al collo del femore, a ridosso dell’articolazione dell’anca. Per operarlo eseguendo l’asportazione del tumore si andrà ad aprire la capsula articolare generando inevitabilmente un importante quadro infiammatorio. Questo influenzerà la prognosi dell’articolazione favorendo una degenerazione precoce verso l’artrosi.

Artrosi post traumatica: un esempio concreto

rx artrosi post traumatica paziente

Vi porto, infine un esempio concreto e reale di un mio paziente. Date un’occhiata a questa foto.

L’uomo, in seguito a una frattura (non articolare) di femore è stato operato con introduzione di un chiodo endomidollare (quel “ferro” che vedete nella radiografia). La guarigione del femore è avvenuta con una importante deviazionedell’arto inferiore e questo ha causato una degenerazione importante dell’articolazione del ginocchio.

Nella foto, si nota infatti come il ginocchio dell’arto senza chiodo sia ancora in buono stato con il corretto spazio di cartilagine (che appare in nero) tra femore e tibia.

Nell’arto con il chiodo invece il ginocchio è gravemente affetto da artrosi e le ossa di femore e di tibia sono gravemente deformate e a contatto tra loro, senza l’interposizione della cartilagine.

Cosa fare in una condizione simile?

Per gestire questa situazione, ho recentemente impiantato una protesi a questo paziente per sostituire il ginocchio malato che, oltre che gravemente dolente lo limitava sensibilmente nei movimenti.

E allora, occhio alle fratture vicino alle articolazioni perché possono stravolgere la meccanica articolare e provocare una artrosi post-traumatica.