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Come preparare la sala operatoria per un intervento di protesi d’anca

Garantire sterilità, ottimizzare tempi e coordinare al meglio il lavoro durante l’intervento di protesi d’anca: come preparare la sala operatoria [Video].

 

Preparare la sala operatoria in vista di un intervento di protesi d’anca è un’operazione essenziale ma spesso sottovalutata, o almeno poco conosciuta.

Mi imbatto di frequente in amici o conoscenti che fantasticano su come possa essere l’ambiente in sala operatoria. 

Ed è per questo che ho preparato questo breve video in time-lapse, che riassume in poco più di un minuto il lavoro di circa due ore, tra preparazione della sala e intervento di protesi. Un documento che può essere utile per comprendere davvero quello che accade in sala.

Guarda il Video

Sala operatoria: quello che pensano i pazienti

Molti immagino la sala operatoria come una sorta di speciale stanza di passaggio, passata la quale ogni casa è perfettamente sterile e senza batteri.  

Non è così. La realtà è ben diversa da questo scenario quasi fantascientifico. 

I batteri e i virus sono ovunque e non è pensabile di eliminare tutti i microrganismi da un ambiente nel quale siano presenti contemporaneamente degli esseri umani, la cui pelle e le cui mucose sono colonizzate da microbi.

La sterilità negli interventi è garantita dalla preparazione del campo operatorio sterile, allestito da infermieri specializzati e chirurghi. 

Come preparare la sala operatoria

Per prima cosa, l’operatore deve effettuare un particolare lavaggio di circa 5 minuti con un disinfettante che pulisca mani e avambracci in profondità.

Solo dopo, si può iniziare a preparare paziente e allestire la zona di lavoro. Si pulisce la cute dell’arto da operare con una soluzione disinfettante e si allestiscono dei tavolini coperti con teli sterili dove poggiare gli strumenti.

Camici, cappellino, mascherine e i copri-calzari in tessuto verde sono semplicemente puliti (ma non sterili), mentre tutti i teli, tavoli, caschi e camici di colore azzurro sono invece stati sterilizzati. 

Questo significa che gli operatori che non sono vestiti di azzurro non possono toccare la zona dove si effettua l’incisione. 

Possono comunque entrare in sala operatoria. Anche se, a intervento iniziato, è sempre meglio che non ci sia troppo “viavai” in sala proprio per mantenere le migliori condizioni igieniche.

All’inizio del video noterai che gli infermieri di sala, dopo aver preparato i tavoli coperti con i telini azzurri, cominciano ad aprire tutti quegli strumenti monouso che sono dentro apposite buste che li rendono sterili e, senza toccarli (così come non vengono toccati i telini azzurri sterili) devono appoggiare gli strumenti sui tavolini. 

I “ferri del mestiere” e l’autoclave

Gli scatoloni di metallo che vedi sono invece i contenitori con tutti “i ferri” per le operazioni di protesi. Questi contenitori vanno maneggiati con cautela perché ciò che vi è all’interno è appena uscito dall’autoclave ed è quindi perfettamente sterile. 

Terminata l’operazione all’anca, gli strumenti vengono nuovamente inseriti nell’apposita autoclave per sterilizzare e preparati per li prossimi interventi.

L’autoclave non è altro che un recipiente a pressione che effettuare un processo di sterilizzazione mediante vapore saturo (intorno ai 120/130 °C) ossia la completa inattivazione di tutti i microrganismi sulle superfici esterne e interne degli strumenti destinati alle attività sanitarie.

Solo quando gli strumenti sono tutti pronti, si porta il paziente anestetizzato in sala e si prepara l’arto affinché la zona da incidere sia sterile e perfettamente isolata dalle altre porzioni del corpo che sono invece “contaminate”. 

Via all’intervento di protesi d’anca

A questo punto si posiziona correttamente la lampada scialitica si avvicinano gli strumenti chirurgici e inizia quindi l’intervento vero e proprio.

Sebbene la modalità accelerata in time-lapse può rendere difficile la comprensione della sequenza di ciò che accade, ci tenevo a darvi l’idea di quanto lavoro vi sia dietro ad ogni intervento al fine di garantire che tutto vada per il meglio. E questo articolo rappresenta anche un modo per ringraziare di cuore tutti i medici e gli infermieri che collaborano con me e che rendono possibile ogni operazione nel migliore interesse dei pazienti.