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Perché effettuare una visita specialistica ortopedica per patologia dell’anca

Una visita specialistica ortopedica all’anca è fondamentale per accertare il tipo di problematica e valutare se è necessaria una protesi. Ecco come si svolge la visita…

 

In ambito medico, e ancor più in quello ortopedico, nonostante la recente invasione della tecnologia, la visita medica è sempre fondamentale per fare diagnosi. Specificamente in caso di disturbi all’anca la visita specialistica ortopedica è assolutamente indispensabile per capire il problema ed ottenere una diagnosi corretta.

Da sempre, come insegnava il mio maestro:

non si deve fare diagnosi su una lastra o su una risonanza magnetica! 

 In questo articolo proverò a spiegare perché effettuare una visita ortopedica all’anca sia così importante al fine di una corretta diagnosi dell’artrosi dell’anca, cioè la coxartrosi. 

La diagnosi differenziale

 La fase di diagnosi differenziale è basata su:

  • anamnesi: la storia del disturbo
  • esame obiettivo: la visita
  • eventuali esami strumentali consigliati dallo specialista (e non da effettuare “a caso”).

 

Un dolore inguinale, frequente in caso di coxartrosi, non è solo dovuto all’ usura della cartilagine, ma può anche dipendere da una tendinite dell’ileopsoas o da una tendinite dei muscoli adduttori e del muscolo retto addominale (pubalgia).  

Oppure può esserci un’infiammazione ossea con edema osseo a livello della testa femorale, o, ancora, una più grave necrosi della testa femorale. Con un intervento tempestivo si potrebbe bloccare e limitare l’evoluzione in artrosi.

Il dolore anteriore alla coscia frequentemente è una cruralgia, cioè un’ infiammazione del nervo femorale che dipende quindi da una patologia della colonna vertebrale a livello lombare.

Altresì un dolore laterale alla coscia, sul trocantere (cioè quella zona che i pazienti mi descrivono generalmente come “anca”), difficilmente è una coxartrosi, ma più facilmente sarà una tendinite dei glutei o degli altri muscoli che si inseriscono sul grande trocantere. 

È chiaro che una diagnosi corretta può salvare da interventi inutili e potrebbe inoltre consentire una terapia preventiva, che limiti una degenerazione dell’articolazione.

Quando la diagnosi è di artrosi conclamata, allora diventa indispensabile un intervento di sostituzione con una protesi d’anca.  È importante intervenire nei tempi giusti per non compromettere altre strutture dell’organismo, ricordandosi che è molto raro che una patologia degenerativa di anca che richieda una protesi rappresenti un’urgenza.

 

Cosa è importante valutare nella visita specialistica ortopedica all’anca

foto zoppia visita specialistica ortopedica all'anca

Ma in cosa consiste una visita ortopedica all’anca? 

Iniziamo col dire che durante il controllo clinico, lo specialista ortopedico dovrà valutare alcuni aspetti per capire la reale entità del problema all’anca. Per prima cosa dovrà osservare il paziente mentre cammina per accertare se c’è un problema di zoppia causato dal dolore all’anca.

Se il paziente dovesse zoppicare, è importante stabilire il tipo di zoppia presente. Ne esistono infatti due forme principali:

  • Zoppia da insufficienza muscolare glutea: provoca una inclinazione del bacino dal lato opposto rispetto all’arto con muscolatura insufficiente. Questo induce a un’inclinazione del tronco dal lato stesso dell’insufficienza muscolare al fine di bilanciare l’inclinazione del bacino. Questo si chiama segno di Trendelemburg 

 

  • Zoppia di fuga. Ovvero quando il paziente effettua un passo rapido e breve perché quando appoggia la gamba dolente al suolo avverte dolore.

Durante la visita ortopedica, lo specialista dovrà anche valutare un’eventuale dismetria, vale a dire la differente lunghezza arti inferiori che può essere causata dal consumo delle componenti dell’articolazione.

Valutare il grado di movimento dell’articolazione

movimento articolazione anca

Terminati questi primi accertamenti, la visita ortopedica all’anca si focalizza sul cosiddetto “range of motion”, ovvero il grado di movimento dell’articolazione. 

Bisogna testare:

  • Flessione-estensione
  • Rotazioni interna ed esterna
  • Adduzione e abduzione (cioè avvicinare e allontanare l’arto dall’asse del corpo)

Questo aspetto merita un piccolo approfondimento. 

Se flessione ed estensione sono i movimenti tipici di un’articolazione e di più facile apprezzamento da parte del paziente, valutare attentamente la rotazione è fondamentale nella diagnosi di artrosi dell’anca perché una limitazione della rotazione interna rappresenta spesso un segnale tipico e di esordio di questa patologia.

Diversamente da quel che comunemente si pensa, i problemi di artrosi all’anca si concretizzano con dolori localizzati nella parte inguinale e non sulla zona laterale, cioè quella del trocantere.

Quali sono gli esami più importanti da effettuare

Nel caso di patologia artrosica dell’anca, una semplice radiografia (RX) è spesso sufficiente per valutare l’entità del consumo cartilagineo e quindi stabilire se è necessario un intervento chirurgico o meno. 

Nella maggior parte dei casi basta dunque un semplice esame di primo livello come la RX.

Nell’eventualità poi in cui la radiografia non sia sufficiente a fugare ogni dubbio, si può ricorrere ad esami di secondo livello come la risonanza magnetica. A quel punto lo specialista ortopedico avrà in mano tutti gli elementi di cui ha bisogno per valutare l’entità e la natura del problema e stabilire il percorso di cura migliore per il paziente.

Avere difficoltà a camminare o correre piuttosto che avvertire dolori muscolari o articolari sono sicuramente motivazioni più che sufficienti per rivolgersi ad uno specialista ed effettuare una visita ortopedica senza perdere tempo.

 

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