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Tendinite rotulea, l’importanza della fisioterapia per il ginocchio del saltatore

La fisioterapia ha un ruolo fondamentale nella guarigione della tendinite rotulea (nota anche come ginocchio del saltatore). Ecco perché…

 

La tendinite rotulea, conosciuta anche come ginocchio del saltatore, è un disturbo che può “perseguitare” tanti sportivi, in particolare i pallavolisti o i cestisti, compromettendone le prestazioni in campo.

Si tratta di problemi piuttosto fastidiosi ma che, in molti casi, possono risolversi con degli esercizi mirati di fisioterapia senza dunque dover ricorrere alla chirurgia.

Cosa è la tendinite rotulea e quali sono i sintomi

La tendinopatia del rotuleo (o tendinite patellare) è una sindrome caratterizzata da dolore e disfunzione del tendine rotuleo che colpisce gli atleti saltatori dall’adolescenza fino anche ai 30 anni.

Il perché affligga particolarmente atleti di basket e volley è piuttosto semplice. Infatti, nell’azione di atterraggio dopo il salto, l’articolazione del ginocchio viene particolarmente stressata. Questo sovraccarico, unito ad altri fattori e ad una muscolatura del ginocchio non sufficientemente tonica causa dei microtraumi che, nel tempo, favoriscono l’insorgere di questa infiammazione del tendine.

In una fase iniziale i sintomi principali sono:

  • gonfiore del ginocchio

  • irrigidimento durante l’attività fisica

  • dolore sotto la rotula

  • sensazione di affaticamento nella zona del quadricipite

Quando questi sintomi si aggravano, possono arrivare a complicare anche semplici attività del quotidiano come fare le scale, accovacciarsi, alzarsi da una sedia o da un divano e perfino stare a lungo seduti.

Il trattamento del ginocchio del saltatore

Il trattamento chirurgico di questa tendinopatia può implicare una lunga riabilitazione e potrebbe essere in definitiva comunque scarsamente efficace sulla patologia. Ecco perché si tende a preferire un approccio conservativo tramite fisioterapia.

Se la problematica di infiammazione del tendine non è sempre risolvibile, diverso è il discorso per i sintomi della patologia quali il dolore, che generalmente possono scomparire o migliorare notevolmente con la fisioterapia.

Quindi, l’operazione chirurgica si prende in considerazione solo in caso di dolore cronico ed esclusivamente se il primo approccio con la fisioterapia non offre risultati soddisfacenti.

Fisioterapia per la tendinopatia del rotuleo, uno studio ha rivelato che…

Uno studio australiano del 2014 ha voluto fare il punto della situazione per individuare la miglior gestione della patologia mediante approccio conservativo non chirurgico, cioè fisioterapico.

I risultati sono molto interessanti (per leggere lo studio completo, Clicca Qui). Ecco in breve i punti salienti

I protocolli di studio prevedevano:

  • esercizi di rinforzo

  • esercizi di riduzione del dolore

  • allenamento specifico mirato al rientro allo sport

I pazienti venivano monitorati quotidianamente con un test specifico per valutare il livello di dolore e quindi la risposta del tendine agli esercizi proposti.

Lo studio ha permesso una migliore conoscenza della patologia, anche se restano da risolvere ancora alcune questioni.

Il fattore più importante nella gestione di atleti con tendinopatia del rotuleo è risultato essere l’educazione su come modificare il carico di lavoro in base ai sintomi percepiti.

Questo aspetto è fondamentale per assicurarsi che atleti e addetti ai lavori in ambito sportivo comprendano come aumentare o ridurre il carico in modo appropriato per valutare e modificare i fattori intrinseci o estrinseci che possono contribuire al sovraccarico tendineo.

Altre possibilità terapeutiche oltre a fisioterapia e chirurgia?

Si, esiste anche un’altra possibilità e si chiama medicina rigenerativa. Mi riferisco in particolare al PRP e alle cellule staminali mesenchimali. Clicca qui per saperne di più.

Una visita specialistica dall’ortopedico è essenziale per la diagnosi della tendinite del rotuleo.

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